Le videochiamate online, ovvero vedere il proprio interlocutore (e viceversa) durante una conversazione, sono state per molti anni un elemento al limite della fantasia-e per questo spesso presente nei film di fantascienza. Una frontiera molto lontana se non addirittura irrealizzabile, diventata ora realtà e uno strumento per continuare a lavorare, anche se a distanza e in isolamento.

Il mercato delle videochiamate online: come è cambiato in Italia e nel Mondo con l’Emergenza Coronavirus.

Quando il mercato ha introdotto i videotelefoni, utili soprattutto per contattare parenti lontani (i voli aerei a prezzi stracciati popolari erano ancora una chimera), sembrava che le videochiamate sarebbero diventate uno strumento di uso comune. Ma il flop è seguito subito dopo, mentre le aziende continuavano a credere fermamente in trasferte e riunioni vis-à-vis.

Con la diffusione dei cellulari e a seguire di smartphone o tablet, con il potenziamento della rete mobile (utilizzata non solo per fare chiamate, ma anche per trasmettere dati), sono spuntate app come Facetime e Whatsapp, che permettono non solo di inviare testi, foto e video, ma di fare vere e proprie videochiamate.

Nelle aziende, prima legate ai sistemi di videoconferenza fissa, dove era necessario prenotare una sala e avere un ingombrante apparato per realizzare una videoconferenza, si diffonde l’utilizzo di applicazioni che permettono di fare riunioni con colleghi o collaboratori esterni distribuiti su diverse sedi, direttamente dal proprio PC e senza spostarsi dalla postazione di lavoro, semplicemente scaricando un’applicazione.

Come per lo smart working, la tecnologia è lì da anni.

Ma ora con la diffusione del Coronavirus, in Italia e nel Mondo, la comunicazione video a distanza ha raggiunto numeri stratosferici:

+1000% videochiamate di gruppo su Messanger e Whatsapp; 12 ore come media settimanale, con un picco di più di 20 ore per il 9% dei lavoratori in smart working ( fonte App Annie, 30 marzo 2020).

In particolare, per il mondo business, il download di app per la comunicazione è stato nel mese di marzo 2020 di 62 milioni a livello mondiale (con una crescita del 90% rispetto allo stesso periodo nel 2019).Di questi 62 milioni, la fanno da padrone tre app che permettono di effettuare chiamate di gruppo.

Zoom Cloud Meetings in Italia ha avuto una crescita del 55% degli utenti rispetto al 4Q 2019 e alla Borsa di Wall Street ha segnato una performance del 30% da gennaio ai primi di marzo, fino a valere 31 miliardi di dollari . Dopo anni durante i quali la generazione Z ha parlato di sé stessa come di Zoomer Generation, la piattaforma californiana è stata oggi scelta in Italia nella modalità a pagamento da Università e Scuole per le lezioni online.

Microsoft Teams è passato da 32 a 44 milioni di utenti a livello globale, con una media di 900 milioni di meeting e videochiamate giornaliere; ed è utilizzata in Italia nella versione a pagamento da piccole, medie e grandi imprese.

Infine, il Ceo di Google, Sundar Pichai, ha deciso di rendere gratuito fino all’estate il software di videoconferenze incluso nel pacchetto G Suite, Google Hangouts Meet, una promozione dedicata a scuole, università e utenti G Suite.

Videochiamate online, quindi, per liberi professionisti, studi e piccole aziende, ma anche per la Pubblica Amministrazione: le affollate riunioni del Premier Giuseppe Conte con i capi di Stato e di Governo e della task force digitale di Giuseppe Colao si svolgono ormai solo in videoconferenza.

Videocallers in crescita: personal trainer, psicoterapeuti, scuole e università, private teachers, concessionari, medici e tanti altri ancora

Quando cerchiamo informazioni sul web per videochiamate online, appaiono immagini con una scacchiera di visi che riempie lo schermo, giovani che condividono esperienze personali oppure impiegati e businessmen che lavorano dal proprio ufficio, da casa o in mobilità con smartphone.

Esistono, però, altre attività che l’Emergenza Coronavirus ha portato, probabilmente per la prima volta, ad utilizzare le videochiamate online.

Palestre e attività sportive sono state coinvolte nel lockdown. Sono molti i personal trainer che continuano a lavorare, utilizzando la videochiamata per non interrompere il rapporto con il cliente, per motivarlo e per controllare che l’allenamento si adatti alla nuova realtà casalinga.

Gli psicoterapeuti hanno bisogno di uno spazio che garantisca privacy, accoglienza e continuità per i propri pazienti. La videochiamata garantisce e preserva il contatto e la relazione con i pazienti nel momento dell'isolamento.  L’Associazione Psicologi Italiani lo conferma e lo sollecita: è fondamentale continuare le sedute là dove possibile anche con videochiamate online.

Come già successo in Cina, anche in Italia le applicazioni per videoconferenze per lezioni a distanza hanno scavalcato TikTok e giochi per smartphone. Sempre secondo i dati di App Annie, le sette applicazioni più scaricate del 6 marzo su iPhone sono legate all’ istruzione. Scuole e Università hanno adottato l’e-learning, soprattutto attraverso la piattaforma Zoom. E anche il momento più desiderato, quello della Laurea, viene svolto in modalità video da parte di molti atenei.

Un altro settore in crisi è quello dei concessionari automobilistici. FCA (Fiat Crysler Automobiles) ha chiesto ai propri concessionari in Italia di usare la piattaforma di videochiamate online. È così possibile configurare un veicolo, predisporre il preventivo e presentare l’offerta commerciale completa di finanziamento: come nello showroom, ma ciascuno a casa propria. Il colloquio avviene tramite videochiamate con il venditore o il consulente della rete commerciale.

Infine, i più importanti, i medici, che aiutano i malati in isolamento con videochiamate quotidiane, verificando il loro stato di salute, rilevando dati importanti come la temperatura e la pressione e rassicurandoli sui passi da intraprendere.

Anche vedersi è un elemento fondamentale per la cura.

   

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