Termoscanner sembra essere la parola magica del momento. La febbre è riconosciuta come uno dei sintomi più evidenti dell’infezione da coronavirus. In effetti, dall’inizio della diffusione del nuovo COVID si sono visti in molti aeroporti di tutto il mondo installazioni di vari dispositivi per misurare la temperatura corporea di lavoranti e passeggeri.  Sono appunto i termoscanner, strumenti di alta precisione per certificare in modo immediato se una persona possa o meno avere la febbre, quindi possa essere più o meno probabilmente contagiosa se la sua temperatura supera una certa soglia (generalmente si considera 37,5 C°). Qualora questo fenomeno si verifichi, la persona viene presa in carico dai medici per un esame più approfondito.

Termoscanner: come si presentano e funzionano

I termoscanner possono avere forme molto diverse, ma funzionano tutti in base allo stesso principio: la termografia a infrarossi. Ogni corpo emette radiazioni elettromagnetiche: di conseguenza, più un corpo è caldo, più radiazioni emette.  Tutti i corpi emettono radiazioni infrarosse. Misurando quindi la quantità di radiazioni infrarosse si ottiene l’informazione relativa al calore emesso: chi ha la febbre emette più radiazioni.

Esistono diversi tipi di termoscanner e si presentano all’utente in modo diverso. Alcuni sono tipo portale da attraversare come il metal detector, altri si presentano a forma di totem a cui il soggetto deve accostarsi, altri sono dispositivi portatili che vengono avvicinati dal personale addetto alla misurazione.

La tecnologia utilizzata è la misurazione a infrarossi (IR), il termoscanner è costituito da una lente per focalizzare l'energia IR su un rivelatore, che converte l'energia in un segnale elettrico a sua volta visualizzato in unità di temperatura dopo essere stato compensato. La compensazione è fatta per la variazione della temperatura dell’ambiente dove il soggetto si trova o per altre circostanze come ad esempio quelle in cui il soggetto da misurare è in movimento.

La termocamera, o telecamera termografica, è sensibile alle radiazioni infrarosse. Si tratta di una telecamera digitale il cui sensore, anziché captare la luce visibile, capta le radiazioni infrarosse. Nel caso in cui la termocamera restituisca una immagine, il sensore ne genera una monocromatica: i pixel hanno tutti lo stesso colore, ma con luminosità diversa a seconda della temperatura dei corpi emittenti. Poiché un’immagine del genere sarebbe poco leggibile all’occhio umano, un programma informatico genera degli pseudo colori dell’immagine visualizzata: in genere in rosso sono indicate le parti più calde, in blu quelle più fredde.

 

Necessità di diffusione massiva

Ora quasi tutti i paesi al mondo colpiti da pandemia si stanno attrezzando velocemente con questi strumenti, quindi stazioni ferroviarie, centri commerciali, uffici privati e pubblici per rientrare al lavoro in sicurezza.

Il termometro tradizionale, come è noto, deve stare a contatto diretto con il corpo del soggetto, e questa è una azione difficile da svolgere in una situazione di epidemia, si metterebbe più facilmente a rischio le persone trasmettendo il contagio attraverso lo stesso termometro. Serve dunque una modalità con due caratteristiche di base: velocità, in quanto capace di fornire una misura quasi istantanea, e distanziamento, misurazione a distanza, senza contatto con il soggetto da analizzare.

I termoscanner e le termocamere sono la soluzione tecnologica più appropriata del momento per venire incontro alle imprese e alle istituzioni, garantendo la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.

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