Quando si parla di vendere via web, si parla di e-commerce. A 2019 inoltrato, il successo della vendita online di beni e servizi è ormai certificato: se il mercato degli acquisti online ha generato in Italia 27,4 miliardi di euro nel 2018 (dati Osservatorio eCommerce B2c), significa che ‘comprare su Internet’ è una piacevole abitudine per larga parte delle persone.

Considerando la cosa dal punto di vista speculare, cioè di chi vende, la situazione è chiara: i grandi gruppi Retail sfruttano il canale online in aggiunta a quelli tradizionali e a questi si aggiungono i colossi del web e un numero molto elevato di piccole attività desiderose di vendere via web per avviare o far crescere il proprio business.

Per loro, solo buone notizie: tra le decine di milioni di acquirenti online ci sono sicuramente quelli interessati ai loro prodotti, aprire un online shop è ormai alla portata di tutti e in più si può facilmente estendere l’attività al di fuori del mercato italiano, entrando in un mercato globale che vale 2.500 miliardi all’anno e copre ogni genere di prodotto e servizio.

Ma attenzione: vendere via web è sì alla portata di qualsiasi impresa, piccola, grande o micro che sia, ma solo se si dispone degli strumenti giusti. Di seguito, quelli che davvero non possono mancare.

 

1  Vendere via web: attenzione alla user experience

 

Senza un negozio non ci può essere attività di vendita e questo vale anche per il web. La buona notizia è che l’imprenditore di oggi può avvalersi di strumenti tecnici estremamente semplificati per portare la propria attività online; questi offrono, a fronte di un abbonamento mensile solitamente abbordabile (anche 19 euro al mese), una piattaforma tecnica completa di tutto: un database nel quale inserire i prodotti e i servizi da proporre al pubblico, un template su cui sviluppare l’interfaccia utente e – soprattutto – la gestione completa del ciclo di vendita, dall’inserimento dei prodotti nel carrello alla scelta del tipo di spedizione fino al pagamento finale.

Nello sviluppo del proprio e-commerce, particolare attenzione deve essere data all’esperienza utente (UX, User Experience), soprattutto da dispositivi mobile: considerando che gli acquisti via smartphone sono cresciuti del 40% lo scorso anno, una delle strategie migliori per mettere alla prova il proprio e-commerce è simulare il processo d’acquisto da parte di un potenziale cliente, valutando la facilità nel raggiungere i prodotti, aggiungerli al carrello, trovare ciò che si vuole e procedere con l’acquisto.

Qualsiasi segnale di complessità, elemento non chiaro o difficoltà va corretto: il cliente del 2019 non ha tempo da perdere e l’attività ha sicuramente dei concorrenti agguerriti e raggiungibili in modo semplice, rapido e con svariati dispositivi, dal PC di casa allo smartphone che chiunque porta con sé tutto il giorno. Da notare che, oltre alla pubblicazione pura e semplice di un nuovo shop online, sono anche disponibili servizi di marketplace all’interno dei quali posizionare la propria attività e sfruttare, in questo modo, il traffico generato dalla piattaforma per ottenere visibilità immediata. 

 

2  Produrre contenuti di qualità per guidare nell’acquisto

 

Non sarà un magazine online, ma per vendere via web l’e-commerce deve comunque essere un sito ricco di contenuti: immagini dei prodotti, video dimostrativi, magari un bel blog per ingaggiare il pubblico e accompagnarlo nel processo d’acquisto. Per attrarre gli utenti c’è bisogno di qualità: qualità del servizio, senz’altro, ma anche dei contenuti. Se è vero che l’impatto estetico condiziona molto la user experience e quindi il tempo di permanenza sul sito, la qualità dei contenuti è ciò che gli dà autorevolezza e lo rende un punto di riferimento nel settore.

 

3  Far crescere la relazione con i clienti grazie ai Social

 

Non esiste e-commerce di successo senza comunicazione e non esiste comunicazione senza Facebook e/o gli altri social network. Bisogna esserci, ma soprattutto bisogna usarli in modo corretto, cioè per favorire conversazioni, costruire relazioni e contatti. Anche qui, nessun timore: in rete ci sono servizi che semplificano il processo di gestione dei social network creando contenuti e permettendo di condividerli in un attimo su tutti i propri canali.

 

4  Usare gli strumenti di monitoraggio per pianificare le strategie vincenti

 

Se l’unico parametro di valutazione dell’attività fossero le vendite concluse, l’imprenditore sarebbe in estrema difficoltà al momento di sviluppare una strategia di marketing efficace. Gli strumenti di monitoraggio (Analytics) permettono di trasformare i dati in conoscenza e in soluzioni di crescita: per esempio, esaminando i dati e i processi si può scoprire che troppe persone lasciano i prodotti nel carrello senza completare l’acquisto, o che magari la percentuale di chi compra da dispositivo mobile è sottotono, cosa che potrebbe far pensare a qualche collo di bottiglia nella user experience da correggere immediatamente. I dati, per quanto concerne il primo punto, parlano chiaro: secondo l’Osservatorio eCommerce B2c, in Italia il 43,9% degli utenti esce dall’e-commerce pochi secondi dopo l’accesso, un altro 42,8% si ferma alla ricerca del prodotto e un ulteriore 11,7% lascia i prodotti nel carrello senza procedere al pagamento. In pratica, solo l’1,6% di tutti gli accessi si trasforma in una vendita: questo va tenuto in considerazione a livello generale, ma se per caso le medie fossero più basse, bisogna verificarne i motivi e correggere.

 

5  Aumentare le vendite con il Web Marketing

 

Il web è un mercato affollato; per acquisire e mantenere i clienti non ci si può affidare solo alla qualità del prodotto, che pure resta determinante se si vuole avere successo. Il concetto di Web Marketing si riferisce a un enorme contenitore di attività coordinate che concorrono verso l’obiettivo di aumentare le vendite: occorre generare lead, ovvero potenziali clienti interessati all’offerta, condurli sempre più avanti nel percorso d’acquisto e proporre loro il prodotto indicato per le specifiche esigenze. Lo stesso, ma con modalità diverse, si fa per la fidelizzazione di chi è già cliente al fine di non perderlo e, possibilmente, per aumentarne il valore. Attività di web marketing sono la creazione di contenuti ad hoc e ottimizzati in logica SEO, la costruzione di un rapporto col cliente sui canali social, l’invio di newsletter, il retargeting, lo sviluppo di promozioni dedicate e via dicendo.

Se per gestire tutte le potenziali attività di marketing su web, coordinarle e indirizzarle verso il processo d’acquisto ci vorrebbe un team di professionisti, è anche possibile affidarsi a servizi pensati per automatizzare una o più di queste attività: la gestione dei social network, per esempio, oppure l’attività di follow up a seguito dell’acquisizione dell’indirizzo email di un potenziale cliente e via dicendo.

Alternativa molto interessante è attivare un servizio che mette a disposizione dell’imprenditore un team di esperti con cui concordare, sviluppare e monitorare le proprie campagne marketing, valutandone i risultati e il progresso nel tempo. In questo modo si ottengono almeno due ottimi risultati: non si disperdono energie in attività nelle quali non si ha esperienza e si colgono i frutti nel vendere via web delle attività di marketing.

 

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