Stando alle previsioni di eMarketer, nel 2019 le aziende investiranno quasi la metà del budget pubblicitario nel digitale. Si stima che il mercato del Digital Advertising cresca quasi del 18%, registrando un valore pari a 333,25 miliardi di dollari a livello mondiale.

Questi dati confermano il peso sempre più rilevante del digitale nelle strategie di marketing delle aziende.

Ma quali sono i fattori chiave del successo di una strategia di Digital Marketing nel 2019?

Posto che ogni realtà aziendale deve costruire la propria Digital Strategy personalizzata in base alle proprie specificità, ecco alcuni elementi che possiamo considerare come valide linee guida generali.

 

In primis, la definizione degli obiettivi.

 

Qualsiasi strategia deve partire dall’identificazione degli obiettivi che si vuole raggiungere, che devono essere SMART, cioè:

Specific=Specifici, ben definiti e delimitati

Measurable=Misurabili, valutabili attraverso degli indicatori di performance (KPI)

Attainable/Achievable=Arrivabili, perseguibili mediante azioni dirette e concrete

Relevant/Realistic=Rilevanti e Realistici, concreti

Timely=Temporizzabili, definiti con durate e scadenze chiare e condivise

Gli obiettivi diventano il faro che deve guidare tutte le scelte di Digital Marketing.

 

Altro mantra: l’utente al centro.

 

Non è semplicemente un modo di dire, ma le strategie vincenti di Marketing Digitale partono dalle cosiddette “buyer personas”. Interrogarsi su chi sono i propri utenti attuali e i clienti potenziali (prospect) e quale possa essere il loro percorso per arrivare all’azienda (il “customer journey”) è fondamentale per prendere tutte le decisioni. E’ importante identificare a quali pubblici ci si vuole rivolgere e dedicare tempo e budget nelle attività che aiutano a conoscere i propri consumatori: analisi di mercato, monitoraggio delle conversazioni sui Social Media, sondaggi, interviste ad hoc. Per ogni profilo di cliente è utile determinare i bisogni che può soddisfare attraverso il prodotto/servizio che gli stiamo proponendo e costruire uno specifico funnel, cioè un percorso che lo porti dalla consapevolezza dell’esistenza del brand/prodotto/servizio (Awareness) all’acquisto (Action) passando dallo stimolo verso un interesse attivo (Interest) al desiderio di entrare in possesso di quel prodotto/di usare quel servizio (Desire). Questo “viaggio” è anche noto come AIDA, dalle iniziali inglesi delle diverse tappe esperienziali.

 

Terzo e importante punto sono i dati:

 

da usare con il motto “focus on the critical few, not the insignificant many” o, come diremmo noi “pochi ma buoni”. Nell’era dei Big Data, tutte le azioni di Digital Marketing devono essere misurabili e misurate attraverso l’identificazione di pochi KPI, 2 o 3 indicatori da tenere monitorati per misurare costantemente l’andamento del business e intraprendere eventuali azioni correttive o migliorative.

 

Quarto aspetto da presidiare: la qualità, unita alla ricercabilità.

 

Per attirare e coinvolgere i clienti, attuali e futuri, è essenziale guidarli intercettando i loro bisogni e rispondendo in modo efficace attraverso il Content Marketing, cioè la produzione di contenuti pertinenti, interessanti, utili e – fondamentale – reperibili online, non solo sul sito web dell’azienda. I contenuti, quindi, devono essere di qualità, indicizzati in modo che il lettore ci arrivi attraverso i principali motori di ricerca e condivisibili per poter attivare un passaparola attivo online.

Uno strumento importante in questa fase è il piano editoriale strategico, che definisce i contenuti da produrre, i canali da presidiare e il calendario dei tempi di pubblicazione.

 

Quinto punto: approccio mobile e Social Media.

 

Le ricerche, ma anche la nostra esperienza quotidiana, ci mostrano come oggi la maggior parte delle connessioni avvenga da device mobili, tanto che in media il tempo speso su smartphone e tablet è arrivato ad occupare fra le 2 e le 4 ore al giorno. Anche l’uso dei Social Media è considerevole: secondo il Global Digital Report 2019, gli utenti attivi sui social in tutto il mondo sono quasi 3,5 miliardi e in media trascorrono 2 ore e 16 minuti sulle piattaforme social (fonte: GlobalWebIndex).

Per questo, è diventato imprescindibile progettare l’esperienza dei consumatori, la customer experience, partendo dal loro “journey” in mobilità e dedicare spazio al racconto aziendale anche attraverso i social network.

 

Ultimo elemento, ma non per importanza: l’integrazione o transmedialità.

 

Per essere efficaci e intercettare le esigenze dei clienti, è fondamentale realizzare uno storytelling transmediale, che integri diversi strumenti di Marketing (campagne adv, ottimizzazione sui motori di ricerca – SEO, campagne keywords – SEM, ecc.) e che faccia interagire in modo virtuoso forme di comunicazione offline con piattaforme online.

Abbiamo visto che il Digital Marketing offre diversi strumenti. Conoscerli e selezionare quelli più utili per i propri obiettivi è la vera sfida delle aziende. Con un occhio sempre vigile sui risultati.

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