Il multicloud sta diventando sempre più presente nelle aziende. Spesso si sente definire il multicloud  come la soluzione più adatta allo storage e al calcolo dei tanti dati che le organizzazioni sono costrette a maneggiare per il raggiungimento dei propri obiettivi. E nelle conseguenti decisioni, che i CIO (Chief Information Officer) e il top management devono prendere,  si celano dietro le più diverse strategie.

La motivazione economica per avere il provider che offre prezzi migliori per stessi  servizi sembra non essere quella determinante. Si rileva invece che la scelta di adottare diversi cloud provider è determinata per lo più da due motivi:

  • uno tecnologico

    sia di carattere  qualitativo (migliore qualità in termini di velocità di processo dei dati ad esempio) rispetto ad altri;  sia quantitativo (la necessità di spostare carichi di lavoro da un cloud all’altro per una migliore gestione dei picchi di lavoro.
  • un altro di business

    in quanto il cloud può essere flessibile, modificabile e suddivisibile. Ad esempio le business unit possono avere l’esigenza di utilizzare applicazioni fornite in cloud da uno specifico cloud provider e per questa relazione si possono organizzare autonomamente. Ci può anche essere la necessità e la conseguente strategia di fruire di applicazioni solo da cloud collocati in aree geografiche particolari.

In linea generale si può dire che le strategie di utilizzo del Multi Cloud si possono raggruppare nelle seguenti macro aree:

  • Riduzione della complessità

    La gestione di più servizi cloud assieme a quelli offerti dal data center interno può comportare una complessità maggiore. Di contro, le piattaforme di gestione multicloud sono in grado di ridurre notevolmente questa complessità attraverso cruscotti gestionali che consentono di facilitare le attività di spostamento dei carichi di lavoro, di fare provisioning a prescindere dalle infrastrutture e dai servizi utilizzati.
  • Capacità self service

     Questo tipo di strategie consentono di abilitare velocemente i clienti ai servizi di cui hanno bisogno creando un' interfaccia ideale tra i fruitori di un servizio e le tecnologie sottostanti.   Nella logica di self service, gli utenti dispongono di un catalogo dei servizi IT di cui possono avere bisogno attivando  i servizi necessari  in proprio senza preoccuparsi delle complessità tecniche sottostanti.
  • Monitoraggio e misurazioni

    Tra le funzionalità chiave delle piattaforme multicloud c’è la capacità di tenere sotto controllo le infrastrutture interne e i servizi di terze parti utilizzati, fornendo le misurazioni che consentono di verificare gli SLA contrattuali, ma anche di valutare il consumo dei servizi in funzione dei costi associati. Il controllo dei consumi consente di ottimizzare l’utilizzo delle risorse spostando i carichi di lavoro tra cloud differenti e infrastrutture on premise. Nel caso di service provider e grandi organizzazioni queste capacità possono essere integrate con i sistemi di contabilità che emettono fatture per i servizi resi, oppure per ribaltare i costi sui dipartimenti aziendali.

Multicloud e sicurezza

Il multicloud porta però con sé una serie di sfide, e tra queste la più importante è certamente la sicurezza. L’uso di più ambienti cloud aggiunge ovviamente più variabili da porre sotto controllo e dunque un approccio alla security certamente più consono, come ad esempio garantire l’accesso sicuro ad applicazioni e dati indipendentemente dal tipo di cloud utilizzato. Infatti, i tool incorporati nelle applicazioni garantiscono una migliore sicurezza di interferenze esterne senza la preoccupazione di spostamenti da un cloud ad un altro. I servizi di sicurezza dei cloud provider pubblici variano in base al supplier che in genere    dispongono di svariati servizi web progettati per il controllo degli accessi, inclusi strumenti di identity management e security auditing.

Sono infine necessari i tool di network security al fine di offrire una protezione ulteriore.  In particolare,  gli  API Security Tools, per proteggere i microservizi, che scalano i confini dei cloud provider o sono utilizzati da più applicazioni; i network-security all’interno della rete VPN. In particolare, se si creano delle sottoreti (dove ciascuna sottorete raggruppa più applicazioni) diventa possibile imporre regole di sicurezza, policy, limitazioni a un intero “blocco di applicazioni” rendendo di fatto più agile esercitare una forma di controllo sulle stesse. Infine, il load balancer tools che, aumentando l’affidabilità dell’architettura del sistema e facilitando in una VPN il riconoscimento e la gestione delle applicazioni e delle componenti, consentono un miglior livello di sicurezza proprio perché mantiene ogni pezzo indipendente per applicazioni e componenti.

Esistono numerosi vantaggi comunemente citati nel calcolo multi-cloud, come la capacità di evitare il blocco dei fornitori, la capacità di trovare il servizio cloud ottimale per una particolare esigenza aziendale o tecnica, una maggiore ridondanza e gli altri usi benefici sopra menzionati.

Tuttavia, ci sono alcuni potenziali svantaggi. Ad esempio, la maggior parte dei provider di cloud pubblici offre sconti sui volumi, in cui i prezzi vengono ridotti man mano che i clienti acquistano più servizi specifici. Diventa più difficile per un'organizzazione qualificarsi per quegli sconti quando non concentra la propria attività con un singolo fornitore di cloud.

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