I dati e le applicazioni di un’azienda ne definiscono in buona parte (talvolta interamente) il business. Pertanto, è indispensabile utilizzare server affidabili, collocati all’interno di un data center sicuro.

Tuttavia, definire cosa sia un data center sicuro non è una cosa banale.

Avere cura dei propri dati, siti Web e applicazioni significa, infatti, non solo proteggerli da possibili attacchi o malware, ma anche garantirne la disponibilità sempre e comunque, mantenere prestazioni costanti ed elevate, impedire l’accesso fisico alle persone non autorizzate, soddisfare costantemente i requisiti di conservazione necessari per il rispetto della conformità normativa.

La garanzia di questi requisiti richiede infrastrutture tecnologiche avanzate, edifici impenetrabili, personale competente, misure di controllo rigorose e affidabili.

Per definire criteri oggettivi in basi ai quali classificare il livello di prestazioni e disponibilità di un’infrastruttura data center, diverse organizzazioni internazionali hanno definito una serie di requisiti.

 

I livelli di classificazione di un data center

 

Tra queste, la più prestigiosa è Uptime Institute, un'organizzazione di consulenza indipendente e imparziale focalizzata sul miglioramento delle prestazioni, dell'efficienza e dell'affidabilità dell'infrastruttura business-critical attraverso l'innovazione, la collaborazione e le certificazioni indipendenti. 

Uptime Institute classifica le facility di un data center in quattro livelli (Tier I, Tier II, Tier III, Tier IV), che seguono un ordine progressivo in cui quello di livello superiore incorpora tutti i requisiti di quelli di livello più basso.

I criteri di classificazione tengono in considerazione tutti gli aspetti possibili: dalla topologia, alla ridondanza, alla capacità di fornire monitoraggio in tempo reale dell’infrastruttura (anche in mobilità), alla sostenibilità operativa che significa garantire sempre le condizioni di alimentazione elettrica e raffreddamento necessari.

Anche l’area fisica dove costruire il data center va considerata e scelta appositamente in modo da prevenire possibili rischi legati a disastri naturali: per esempio lontano da aree sismiche o da zone idrologicamente instabili.

Per esempio, secondo Uptime Institute, un data center classificato Tier IV, rispetto a uno di livello inferiore, deve garantire la completa fault tolerance, deve prevedere un sistema di raffreddamento in continuo, una compartimentazione con sistemi e percorsi di distribuzione fisicamente isolati gli uni dagli altri. Inoltre, deve poter essere manutenibile a caldo ovvero senza causare alcuna interruzione del servizio (caratteristica questa richiesta anche per i data center Tier III).

 

Housing server: la scelta più sicura

 

Per una singola azienda, anche di grande dimensione, il costo per predisporre e gestire una struttura di questo livello è solitamente insostenibile. La scelta migliore è rappresentata dai servizi di housing server offerti da aziende che hanno nel proprio core business questo tipo di offerta.

Un’azienda che sceglie un servizio di housing server può gestire le sue risorse come se utilizzasse il proprio data center, ma senza dover sostenere i costi per la realizzazione dell’infrastruttura, la sua gestione, il suo costante aggiornamento e mantenimento.

Non tutti i servizi in housing sono però uguali.

I criteri di scelta per valutare un servizio in housing dovranno porre attenzione alle garanzie del fornitore di servizi in termini di: Service Level Agreement sull’uptime (per esempio superiore al 99,99%), gestione automatica dei back-up, aderenza a standard internazionali per la protezione dei dati e infrastrutture (per esempio ISO 27001) e disponibilità di strutture anti intrusione (per esempio attraverso videosorveglianza, presidi di vigilanza armata, uso di sensori perimetrali e di vetri blindati).

Altri aspetti da tenere in considerazione riguardano i sistemi di continuità, protezione dei cablaggi, gli impianti di sicurezza e così via fino all’eventuale disponibilità di una cella di sicurezza a tenuta ignifuga per la conservazione sicura di dati. Non da ultimo va considerata la presenza di connettività sicura, ad alte prestazioni e con monitoraggio dei collegamenti tramite piattaforme di Network Performance Management.

Va, infine, osservato come i fornitori di servizi più evoluti dispongano di molteplici data center con differenti livelli di certificazioni. Questo consente di poter avere un interlocutore unico per una collocazione dei server in housing su strutture con caratteristiche e costi differenti, in funzione della diversa criticità delle risorse.

Solo così sarà possibile scegliere la struttura in grado di soddisfare in pieno i requisiti di sicurezza aziendale.

infografica Housing vs Hosting

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