Liberi Professionisti, PMI e Grandi aziende in Italia: quali sono le differenze nel loro approccio all’innovazione?

Secondo l’ultimo Osservatorio sull’Innovazione Digitale delle PMI (2020), la strategia digitale di queste ultime si differenzia da quella delle Grande imprese non solo in termini di investimenti ma anche di scelte organizzative. Nonostante rappresentino poco più del 4,9% delle imprese totali italiane, le PMI sono responsabili di un’ampia fetta del mercato, ed esattamente il 41% dell’intero fatturato. Ma il divario digitale rispetto alle Grandi imprese non si giustifica solo con la loro dimensione e le capacità di investimento o di presenza sul mercato internazionale: il fatturato medio per addetto è inferiore del 28% rispetto a quello delle Grandi, e i valori sono più o meno gli stessi quando parliamo di retribuzione e valore aggiunto, sempre per addetto. In un mercato sempre più interconnesso, dove il ruolo giocato dal digitale e dalla presenza online fa davvero la differenza, quella che potrebbe essere la chiave di volta per un aumento di fatturato e di retribuzioni delle PMI è l’aumento degli investimenti nel digitale e un approccio diverso è più orientato all'innovazione. Sempre secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, solo il 10% delle PMI ha un proprio e-commerce, appena il 30% adotta Soluzioni Cloud e il 18% non ha nessuna figura aziendale che si occupi di digital innovation. Un recente Webinar di Gartner dal titolo IT Forecast 3Q 2020 – Technology Trends accelerated by COVID, conferma la previsione di un aumento degli investimenti in IT entro la fine dell’anno pari al +7% a livello mondiale (anche, ma non solo per superare la crisi; anche e soprattutto un aumento che riguarderà le PMI che sono state quelle più colpite dalla crisi Covid-19 e che devono quindi trovare una leva per rialzarsi).

I passi da intraprendere per una strategia digitale vincente.

La digital strategy che dovranno seguire le PMI che sono rimaste “indietro” rispetto alle altre, riguarderà innanzitutto considerare la presenza centrale di un Innovation Manager - diverso dal responsabile IT - una figura che dovrà alimentare l’introduzione di una cultura digitale nell’impresa e pianificare, anno per anno, le azioni da intraprendere per la definizione di una strategia, sia nei processi interni, sia nei processi esterni. Il primo investimento deve essere quello riguardante un programma di Formazione del Personale, in particolare contro i rischi e i pericoli di attacchi informatici (cybersecurity) alla rete aziendale e ai suoi dati, attacchi spesso alimentati senza volerlo da parte dei dipendenti stessi, e più in generale una formazione centrata sugli strumenti digitali, con un approccio diverso al lavoro, anche in ottica smart working. Un secondo tassello sarà quello di comprendere nel profondo l’utilizzo degli strumenti di Collaboration, spesso utilizzati male e senza sfruttarne appieno le potenzialità. E, ancora, una corretta gestione dei dati (anche quelli di clienti e fornitori) e delle informazioni aziendali (storage, back-up e archiviazione digitale protetta). Assieme all’Innovation Manager, il vertice aziendale (che nelle piccole realtà coincide spesso con il proprietario dell’attività) dovrà considerare la possibilità, là dove possibile, di investire in strumenti di marketing digitale come la vendita online oltre che offline, accompagnata da sito web e presenza sui social media, come canali di contatto con i propri clienti. Per fare la rivoluzione digitale non sarà necessario essere una PMI di 250 dipendenti: la potrà intraprendere anche lo studio di architetti, il ristorante o il grande negozio di alimentari.  

Innovazione digitale e organizzazione preesistente: non basta cestinare i documenti dopo averli scannerizzati.

È chiaro che per percorrere la strada della trasformazione digitale di un’azienda, piccola o grande che sia, è necessario un cambiamento, che deve sì migliorarne le performance ma al contempo mantenerne intatte la storia e le caratteristiche che la rendono unica, e, soprattutto – durante la fase di trasformazione - non rallentarne la produttività. Non si tratterà solo di archiviare in modo digitale i documenti che venivano prima raccolti in modalità cartacea nei faldoni, magari organizzati per anno solare. Non basterà scannerizzarli e, a partire da una certa data, non usare più il formato cartaceo ma usare solo quello digitale, con la cosiddetta dematerializzazione documentale. Occorre trasformare i processi aziendali, non semplicemente digitalizzarli, creare un ambiente per il business digitale in cui le informazioni siano al centro del sistema. Questo richiede necessariamente un cambiamento della visione strategica all’interno di ogni organizzazione e un continuo affinamento di strumenti, oltre che ad un pieno coinvolgimento di collaboratori e dipendenti.  

Il primo passo è sempre quello più importante: qualche indicazione per non sbagliare

  Il top management è sicuramente il primo attore coinvolto e sarà suo il compito di combinare una strategia a breve con una di medio-lungo termine per creare valore all’interno dell’impresa e per raggiungere gradualmente la piena digitalizzazione, evitando “rotture” con il passato.   Sono fondamentalmente 5 gli elementi da seguire per la realizzazione della strategia digitale:
  1. LA FASE PREPARATORIA, dove vengono identificati gli obiettivi, le strategie, le figure coinvolte e la documentazione puntuale dei rischi;
  2. LA FASE DI DEFINIZIONE, ovvero i risultati aziendali che si intende raggiungere, con una timeline dei primi due anni.
  3. LA FASE DI DESIGN, cioè quando viene finalizzato il progetto di trasformazione digitale.
  4. REALIZZAZIONE, preceduta quando possibile da una prima sperimentazione su una parte dell’azienda o del Punto Vendita, per poi adottarla in toto se i risultati si rivelassero positivi. Seguirà poi una verifica attraverso i feedback da parte di clienti interni ed esterni;
  5. IL LANCIO, cioè la comunicazione interna delle novità introdotte per permettere ai dipendenti di comprendere in che direzione si sta muovendo l’azienda secondo un approccio funzionale.
  Che si tratti di prodotto o servizio, qualsiasi sia la realtà coinvolta (un negozio, un ristorante, uno studio professionale o una PMI), la strategia digitale di un'attività dovrà avere sempre come obiettivo quello di generare valore reale per il cliente e migliorare al contempo i risultati economici del proprio business e non potrà mai limitarsi alla mera installazione di una nuova tecnologia all’interno della propria impresa. cta_la_guida_pratica_per_lanciare_il_tuo_shop_online