Dal cloud al multicloud. Il ruolo e lo scopo dell’IT nelle organizzazioni sta subendo un cambiamento significativo, spinto dalla necessità per le aziende di diventare più agili e avere un maggiore controllo sui costi per la tecnologia. Questa trasformazione dell’IT coinvolge molti aspetti diversi, non tutti strettamente correlati alla tecnologia, ma anche al processo generale di modernizzazione, per soddisfare le esigenze attuali e future dell’azienda.

All’interno di questo fenomeno, il mondo del cloud si è molto diversificato, anzi quasi frammentato. Molte aziende e organizzazioni gestiscono più di un cloud, naturalmente andando a utilizzare multicloud pubblici e privati, per diversificare i possibili rischi legati alla qualità e alla sicurezza dei propri dati.

La frammentazione è più evidente a livello dei mezzi utilizzati. Molte organizzazioni infatti impiegano un’ampia gamma di strumenti di gestione del cloud, in cui non esiste un unico fornitore emergente, ma una sempre maggior diffusione di strumenti fai-da-te e open source, forse per accelerare implementazioni innovative a scapito delle soluzioni chiavi in ​​mano, più standardizzate e che magari potrebbero impedire l’aumento del proprio livello di efficienza operativa.

Multicloud e Hybrid Cloud Management. Una recente ricerca OVUM (Ovum Decision Matrix: Selecting a Multicloud and Hybrid Cloud Management Solution, 2018–19) fornisce un confronto e una valutazione delle principali e più diffuse soluzioni di gestione multicloud, mettendo in evidenza l’importanza della loro gestione e l’influenza su come la tecnologia viene distribuita, utilizzata e controllata.

Cresce il mercato del cloud computing e sta maturando anche l’uso strategico del cloud. Inizialmente, il cloud è stato selezionato e voluto da funzioni di linee, ma poi si è diffuso sempre più verso strategie specifiche di utilizzo, che hanno comportato l’utilizzo di diversi supplier.

L’altro importante cambiamento che la ricerca evidenzia riguarda l’approccio alla migrazione dei carichi di lavoro nel cloud. Inizialmente, i carichi di lavoro erano principalmente derivanti da posta elettronica, ma sempre più prendono piede ERP, CRM e database. L’approccio per spostare questi carichi di lavoro nel cloud non è semplice e la maggior parte delle organizzazioni sta adottando uno dei tre piani di migrazione principali.

L’approccio più diffuso è utilizzare il cloud ibrido come bridge per la migrazione dei carichi di lavoro. Il secondo più popolare è l’adozione di una soluzione SaaS. Il meno popolare è la riscrittura dei carichi di lavoro come cloud-native. Gran parte della riluttanza a riscrivere i carichi di lavoro è dovuta a una carenza di competenze nelle lingue native del cloud. L’approccio basato su cloud ibrido è molto diffuso in quanto implica il passaggio a un cloud ibrido locale da cui è possibile eseguire qualsiasi riscrittura in futuro.

L’impatto di questi due cambiamenti nell’adozione del cloud ha creato la necessità di una maggiore visibilità e controllo su tutti gli ambienti utilizzati. Il mercato della gestione del cloud, multicloud e ibrido, è ancora in evoluzione e molti fornitori provengono dallo spazio di gestione della virtualizzazione. Anche se questa sembra un’evoluzione ragionevole, la sfida è che i nuovi carichi di lavoro nativi del cloud (quelli già nel cloud) non sembrano o funzionano allo stesso modo delle cosiddette virtual machine. La differenza nel modo in cui le macchine virtuali devono essere gestite ha creato un mercato confuso, in cui fornitori affermati stanno cercando di integrare la gestione nativa del cloud nei flussi di processo esistenti, mentre i nuovi fornitori cloud-nativi stanno faticando a integrare le vecchie tecnologie nelle loro soluzioni.

Questo mondo multimodale sarà la realtà per un certo numero di anni, dal momento che le organizzazioni spostano lentamente la maggior parte dei carichi di lavoro nei vari cloud. Inoltre si sa che alcuni carichi di lavoro non si sposteranno mai nel cloud. Le organizzazioni si trovano  pertanto a bilanciare gli errori degli strumenti di gestione in base alle loro esigenze specifiche in termini di percentuale dei carichi di lavoro per  ciascun tipo di categoria. Ovum si aspetta che questo cambi quando il mercato matura nei prossimi due o tre anni.

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30/07/2018
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