L’impiego dell’IoT, l’Internet delle Cose, aumenta di anno in anno. Il rapporto dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano documenta che il mercato Italiano dell’Internet of Things nel 2017 è cresciuto del 32%, per raggiungere un valore di 3,7 miliardi di euro. Le SIM M2M (la tecnologia abilitante l’IoT) sono aumentate di 4 milioni (Fonte Agcom). Tali SIM, installate negli oggetti IoT, per consentire loro di connettersi in rete e inviare e ricevere prevalentemente dati e SMS, sono disponibili a partire dai formati classici, come quelle inserite nei tablet o negli smartphone, ma anche in formati industriali, quali le funzionali “SIM on chip”, saldate aftermarket direttamente nel dispositivo, resistenti a shock termici e cinetici, nonché particolarmente longeve, infine, per concludere, ricordiamo le minuscole e già utilizzate “eSIM” e segnaliamo l’arrivo delle ancor più miniaturizzate “iSIM”, tutt’uno col sistema su circuito integrato (SoC) del dispositivo.

Globalmente, secondo le stime previste da Gartner, abbiamo attualmente 17,5 miliardi di dispositivi connessi e nel 2020 ne avremo 30 miliardi. Quindi parliamo di un fenomeno in rapida ascesa e diffusione, che sta toccando diversi ambiti tecnologici.

 

Ambiti di applicazione dell’IoT

 In Italia la diffusione dell’Internet of Things riguarda settori come:

  • le Utilities, usate nelle soluzioni di Smart Metering, come la telegestione e telelettura dei contatori del gas e dell’acqua.
  • l’Automotive, che grazie all’IoT migliora la sicurezza, ottimizzando la spesa assicurativa e arricchendo l’esperienza multimediale dei passeggeri a bordo della connected car.
  • l’Industria Manufatturiera, dove la connessione delle linee di produzione e delle altre componenti presenti nelle fabbriche digitalizza il business in logica Smart Factory 4.0: un esempio sono i macchinari in grado di contattare autonomamente l’assistenza in caso di guasto.
  • La Sanità, dove l’impiego dei dispositivi Internet of Things permette il controllo da remoto dei parametri vitali.
  • L’Agricoltura, che utilizza sensori sulle piante e sul terreno per monitorarne illuminazione e fabbisogno idrico.
  • La Smart City, che nel prossimo futuro sarà dotata di contenitori dell’immondizia in grado di segnalare agli operatori ecologici quando devono essere svuotati, di semafori in grado di scambiare dati con le automobili, per interpretarne i flussi e ottimizzarne la mobilità.

 

Anche nel comparto della sicurezza si stanno sviluppando una serie di soluzioni IoT per le aziende. Un esempio sono i servizi di sorveglianza, in cui una videocamera non si limita a riprendere e inviare dati ed immagini, ma è in grado di rilevare tempestivamente determinate condizioni ritenute critiche o considerate di preallarme.

Le Aziende, lo confermano i dati di mercato, fanno sempre più uso dell’Internet of Things per automatizzare i loro processi, per controllare i loro costi, per rendere interattivi i loro prodotti, per sviluppare nuovi modelli di business, trasformando i prodotti in servizi.

In questo scenario, chi si ferma è perduto: l’azienda che non sarà in grado di capire come sfruttare le opportunità dell’IoT, per differenziarsi sul mercato e adattarsi al nuovo mondo digitalizzato, resterà indietro e, perdendo competitività, rischierà di uscire di scena.

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