Dematerializzazione di ogni tipo di documento cartaceo deve divenire la parola d’ordine, anche perché da gennaio 2019 scatta in merito un primo obbligo, quello della fatturazione elettronica tra privati. Sulla falsariga del successo avuto nella fatturazione pubblica, ora la buona pratica si fa strada anche fra privati. Oltre alla semplificazione, dovuta alla dematerializzazione dei documenti cartacei, certamente tra i vantaggi si potrà annoverare anche la generazione di risparmi derivanti dalla maggiore efficienza nella lotta all’evasione fiscale, che si spera comporti poi maggiori risorse per una migliore allocazione delle risorse per la spesa pubblica. Inoltre, la cosiddetta dematerializzazione dei processi di business genera un incremento della competitività del sistema paese con benefici strategici decisamente superiore alla semplice efficienza fiscale. Un passaggio fondamentale verso l’adesione al Piano Industria 4.0.

Nel nostro paese ogni anno vengono inviate circa 1,5 miliardi di fatture. Di queste, la quasi totalità (1,42 miliardi) sono cartacee o in PDF e circa 80 milioni (5,3%) sono elettroniche. Di queste ultime, 50 milioni vengono inviate attraverso piattaforme o sistemi di interscambio: trenta milioni verso la Pubblica Amministrazione, e circa duecentomila verso aziende private, nell’ambito delle sperimentazioni volontarie incentivate dallo Stato, in attesa dell’obbligo di legge. Tali sono i dati recentemente rilevati dall’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b.

Come spesso accade ci sono pareri favorevoli e pareri contrari all’adozione della dematerializzazione dei documenti cartacei, quindi anche sulla fattura elettronica. L’84 per centro delle grandi aziende e il 69 per cento delle piccole e medie imprese italiane non temono questo obbligo.  Anzi, interpretano la dematerializzazione come un’opportunità per ottimizzare i processi, e individuano nella fattura elettronica un valido strumento per ridurre l’evasione fiscale. Chi è in disaccordo sulla sua adozione, sostiene invece che la e-fattura B2B non servirà a ridurre l’evasione, suggerisce quindi una proroga, o almeno un periodo di prova, lamentando anche una scarsa chiarezza della normativa.

Fatto sta, che dal prossimo gennaio tutte le aziende, grandi e piccole, saranno tenute a rispettare tale normativa, quindi occorre prepararsi bene e per tempo.

In TIM Business abbiamo un team di professionisti, che, attraverso la digitalizzazione della tua impresa, è pronto a realizzare il processo di adeguamento normativo, per portarla in breve a disporre di tutto quanto il necessario, non solo per farla aderire agli obblighi di legge, ma perchè possa trarre tutti i vantaggi possibili da tale innovazione.

 

 

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