L’industria manifatturiera globale, grazie anche all’adozione di IoT e Sim M2M, entro il 2020 potrebbe ottenere un incremento dei ricavi tra i 519 e i 685 miliardi di dollari come valore aggiunto. È quanto si legge nel recente report Digital Engineering: The new growth engine for discrete manufacturers realizzato dal Digital Transformation Institute di Capgemini. Una previsione fondata sui trend di crescita collegati alla progettazione e alla commercializzazione di dispositivi smart connessi e, quindi, sul ruolo centrale dell’Internet of Things e delle Sim M2M. Sono queste ultime, in particolare, le tecnologie più diffuse in grado di rendere possibile la connettività Machine to Machine nelle fabbriche ai fini di un controllo costante di tutte le fasi salienti del ciclo produttivo che vanno dai flussi di produzione alla logistica, dalla manutenzione all’efficientamento energetico. I vantaggi del loro utilizzo nel monitorare l’andamento della produzione, perciò, ne stanno decretando una rapida diffusione. Prima di indicare quali sono tali vantaggi, sarà utile fare un accenno alla differenza fra IoT e Sim M2M.

Come funzionano IoT e Sim M2M nella smart factory

Il legame tra IoT e Sim M2M si può paragonare a quello che intercorre tra Industria 4.0 e tecnologie abilitanti o KET (Key Enabling Technologies). La prima è il paradigma contemporaneo dell’automazione industriale basato sulla interconnessione di impianti e macchinari, nonché sulla condivisione continua delle informazioni; le seconde raggruppano gli strumenti, di cui l’universo IoT fa parte, che consentono al paradigma di realizzarsi. Analogamente, l’Internet of Things è l’insieme delle tecnologie grazie alle quali gli oggetti diventano “intelligenti” (infatti si chiamano smart objects), cioè riescono a comunicare tra loro e con gli utilizzatori, mentre, all’interno di queste tecnologie, le Sim M2M sono i moduli di connettività dedicati al traffico dati. Ciascuna Sim, in sostanza, è dotata di un numero di telefono che sfrutta la rete nazionale 2G, 3G o 4G in funzione non del traffico voce, ma per gestire una serie di operazioni personalizzabili quali: rilevamento dati e invio a un data center, ricezione di indicazioni su operazioni da svolgere su un macchinario, attivazione di soglie d’allarme e così via. Se, quindi, i sistemi IoT rendono gli oggetti “smart”, è grazie alle Sim M2M se impianti e sensori possono trasformarsi in smart device e lo stabilimento in smart factory.

La semplificazione delle Sim M2M al servizio delle PMI

Alla luce di quanto detto sopra, il primo vantaggio che le Sim M2M portano al mondo IoT come abilitatore di un monitoraggio efficiente della produzione è la loro semplicità di installazione, gestione, controllo e manutenzione. Esistono in commercio, infatti, soluzioni di connettività plug-and-play con cui creare reti di sensori e oggetti connessi in maniera rapida e senza enormi investimenti nella fase di implementazione e neppure in quella successiva, visto che il modello della tariffazione “a consumo” è analogo a quello della navigazione su Internet. Ciò significa che anche le PMI possono dotarsi di Sim M2M in un mercato che non è più riservato esclusivamente alle Big Company del manifatturiero. Senza dimenticare che il Piano nazionale Impresa 4.0, che è stato riconfermato nell’ultima legge di Bilancio dando continuità al precedente Industria 4.0, prevede una serie di agevolazioni e incentivi di cui le piccole e medie imprese si possono avvantaggiare per introdurre apparati IoT, basati su Sim M2M, nella loro smart factory.

Monitorare l’andamento della produzione anche a distanza

Un altro vantaggio, che investe proprio la possibilità di avere sempre sotto controllo l’andamento della produzione, riguarda la possibilità del monitoraggio da remoto. Tramite una consolle Web, infatti, a cui si accede solitamente da una piattaforma in cloud, è possibile seguire tutto il traffico dati generato dall’interazione tra Sim M2M convertendolo in informazioni in tempo reale. Tali informazioni possono riportare lo stadio di avanzamento delle lavorazioni, il livello di efficienza degli impianti, i consumi energetici, fino a report statistici con valore predittivo. L’IoT al servizio della smart factory, in questo modo, attua il principio di Industria 4.0, fondato sulla condivisione dei dati in un’architettura cyberfisica che mette in relazione macchine, uomini e sistemi. Un obiettivo che ha bisogno anche delle Sim M2M per essere raggiunto.

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