L’adozione di soluzioni IoT (Internet of Things) nel monitoraggio della linea produttiva sta apportando diversi benefici per le aziende. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, in Italia Industrial IoT e Industrial Analytics rappresentano le tecnologie abilitanti utilizzate dal 40% delle 236 imprese analizzate. Questo perché tali tecnologie sono all’origine di una rivoluzione che sta investendo le tre aree principali dei processi aziendali:

  • Smart Lifecycle (sviluppo prodotto, gestione del ciclo di vita e gestione dei fornitori).
  • Smart Supply Chain (pianificazione dei flussi fisici e finanziari).
  • Smart Factory (produzione, logistica, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto norme).

Soprattutto in quest’ultima area, la funzionalità del monitoraggio costante, anche da remoto, guida la trasformazione degli oggetti in Smart Objects, cioè in oggetti “intelligenti” e interconnessi grazie alla sensoristica IoT. La comunicazione che ne deriva mette in relazione macchina con macchina (Machine To Machine, M2M), introducendo quei benefici a cui si accennava all’inizio in termini di maggiore efficienza produttiva, riduzione dei costi e miglioramento dei servizi al cliente.

 

Maggiore efficienza con le soluzioni IoT per la Smart Factory

Nell’industria manifatturiera l’automazione industriale M2M non è una novità. Basti pensare alle catene di montaggio nell’automotive. La differenza dell’M2M 4.0, rispetto ai sistemi di OT (Operation Technologies) tradizionali, risiede nella sua capacità di connettere in maniera bidirezionale macchinari e apparati differenti, acquisendo dati in tempo reale che vengono poi inviati a un server spesso ospitato in cloud. L’Internet of Things e la connettività M2M, in sostanza, vanno oltre la catena di montaggio, introducendo un concetto nuovo di catena, quella del valore. Utilizzando reti cellulari e wireless pubbliche o private, le informazioni raccolte servono così sia a fornire un quadro sempre aggiornato sull’andamento del ciclo produttivo, sia a innescare automatismi (alert e trigger), per un workflow fluido e ininterrotto. Il monitoraggio tramite IoT delle linee produttive, inoltre, si può avvalere di intelligenza artificiale (AI) e algoritmi di machine learning, per automatizzare tutta una serie di funzioni senza che sia necessario l’intervento umano. Con un abbattimento ulteriore di potenziali sorgenti di errore connesse all’operatività manuale.

 

I risparmi in manutenzione e consumi energetici

La raccolta dati con i dispositivi IoT e la loro valorizzazione grazie alla potenza computazionale di data center cloud-based, in grado cioè di estrapolare pattern e connessioni nascoste mediante l’intelligenza artificiale, genera un risparmio rilevante nei costi della Smart Factory. Un risparmio che investe, per esempio, la manutenzione e i consumi energetici. Nel primo caso, oggi si parla di predictive maintenance per indicare l’analisi dei dati storici delle prestazioni delle macchine per calcolare la probabilità di guasti, identificare velocemente le cause del problema e limitare i periodi di interruzione. Secondo uno studio di McKinsey, la manutenzione predittiva riduce i tempi di fermo macchina dal 30 al 50% e aumenta la durata degli impianti dal 20 al 40%. Sul fronte energetico, un altro studio condotto dal Lawrence Berkeley National Laboratory ha appurato che il monitoraggio IoT dei data center di colossi quali Amazon, Facebook e Google ha permesso di far risparmiare qualcosa come 60 miliardi all’anno.

 

IoT e circolarità 4.0 per un servizio clienti migliore

Il terzo beneficio delle soluzioni IoT applicate alla Smart Factory riguarda il miglioramento dei servizi al cliente. Questo vantaggio dipende dal paradigma “aperto” di Industria 4.0 in cui la dimensione circolare delle informazioni oltrepassa il perimetro della fabbrica per agganciarsi direttamente ai mercati. Il flusso di lavoro, in altri termini, può essere modulato in base alla domanda, poiché gli stessi dati (vendite, percentuale di reso, soddisfazione o insoddisfazione) confluiscono nei server in cui si trovano gli input provenienti dai processi produttivi interni. Il monitoraggio, in tal modo, si espande anche alla customer experience, realizzando una bidirezionalità in cui gli apparati IoT non soltanto rilevano i dati di stabilimento, ma ricevono anche indicazioni che arrivano dall’esterno. Indicazioni che, una volta immesse nelle linee di produzione, ottengono il duplice risultato di incrementare la qualità e di rispondere tempestivamente alle esigenze dei clienti.

esperto soluzioni iot

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