La fatturazione elettronica B2B in Italia sembrerebbe essere ancora molto lontana dal diventare un fenomeno pervasivo. Eppure il tempo richiesto dal legislatore per l’obbligo di utilizzo della fattura elettronica non è poi moltissimo: gennaio 2019. Quasi ci siamo.

In un interessante evento, organizzato da Comarch lo scorso 4 ottobre a Milano, sono stati presentati alcuni stimolanti dati dall’Osservatorio sulla fatturazione elettronica e la dematerializzazione del Politecnico di Milano.

 

Fonte: Osservatorio Fatturazione Elettronica B2B POLIMI, 2018

 

Come si evince dalla figura soprastante, la fatturazione elettronica B2B è tuttora surclassata da quella analogica (5% vs 95%), ma le imprese dovranno organizzarsi in fretta nonostante la cattiva abitudine intrisa nella cultura e nel business di casa nostra a non volersi adeguare a standard digitali come gli altri paesi europei.  Il Digital Economy and Society Index, il DESI, ci ricorda infatti che siamo al venticinquesimo posto nella classifica europea che misura il livello di digitalizzazione dei diversi paesi, e avanti solo a Bulgaria, Grecia e Romania.

 

Fonte: Osservatorio Fatturazione Elettronica B2B POLIMI, 2018

 

Le barriere alla digitalizzazione pare siano davvero tante, ma in particolare saltano all’occhio componenti culturali di resistenza al cambiamento e di scarsità nelle competenze digitali. E di questo ovviamente ne risente un eventuale programma di inserimento della fatturazione elettronica B2B. Le grandi imprese sono più resistenti al cambiamento, ma hanno meno carenza di competenze digitali interne; le PMI e le piccole imprese sono più flessibili, ma hanno una maggiore carenza di competenze digitali interne, come ben evidenziato nella figura che segue.

 

Fonte: Osservatorio Fatturazione Elettronica B2B POLIMI, 2018

 

Vuoi saperne ancora di più sulla fatturazione elettronica B2B? Allora, ascolta il seguente podcast!

 

 

E non dimenticare! Attuare programmi di formazione digitale è fondamentale, ma spesso può richiedere tempi molto lunghi che non sempre le imprese possono permettersi. Vale dunque la pena affidarsi a persone e organizzazioni già esperte per accelerare il processo di digitalizzazione, così scatenando un circolo virtuoso capace di produrre risultati a breve termine anche nello sviluppo di proprie competenze in materia.

 

 

 

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