Fattura elettronica e scontrino fiscale condividono il proprio destino. Dopo l’ingresso della fattura elettronica, da pochi giorni è attivo anche lo scontrino fiscale elettronico che coinvolge già i circa 260 mila esercenti italiani con un giro d’affari superiore a 400 mila euro.  Per gli altri  con il giro d’affari inferiore , invece, l’imposizione scatterà il prossimo 1 gennaio.

In questo modo anche la certificazione di acquisto diventa digitale e potrà essere la garanzia per le eventuali detrazioni fiscali di ogni utente.

Ad oggi già un miliardo di fatture elettroniche sono intanto in archivio e questo dato ci permette di dire che il nuovo processo sta andando a regime. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, i soggetti coinvolti nel nostro paese sono stati più di 3,3 milioni  con un volume di transazioni che, in soli sei mesi,  ha raggiunto quasi 1700 miliardi di euro.

La città di Milano fa da capofila in  termini di attività  con ben 257 milioni di fatture elettroniche, segue Roma  con 196 milioni.  Riguardo ai settori, invece, il più coinvolto sembrerebbe essere quello del commercio all’ingrosso, poi è la volta delle utilities con l’energia elettrica e il gas, segue il settore dell’Informazione e Comunicazione e, infine, le attività manifatturiere. I maggiori soggetti coinvolti sono dopo i concessionari e le autofficine, i liberi professionisti e i costruttori.

A questo primo bilancio ne seguirà un altro a fine anno quando sarà a regime anche il sistema dello scontrino elettronico avviato appunto in questi primi giorni di luglio per gli esercenti che superano il fatturato dei 400 mila euro.

L’Osservatorio sulla Fattura Elettronica a cura del Politecnico di Milano ci dice che circa 150mila imprese hanno adottato soluzioni di eCommerce B2b (+15% rispetto al 2017), connesse attraverso 372 Extranet che supportano le relazioni con clienti (36%) e fornitori (58%); 16.000 imprese (+23%) scambiano 210 milioni di documenti digitali (+27%) tramite EDI.  Inoltre, hanno aderito più partite IVA (+8%) di quelle obbligate (3,2 contro 2,8 milioni) ed è stato scartato solo il 3% delle fatture inviate. Oltre metà delle imprese dichiara benefici nella ricezione delle fatture, il 30% dichiara di aver ottenuto miglioramenti anche nell’invio. Nuove opportunità per le imprese vengono fuori dalla possibilità di accedere a nuovi flussi di dati utilizzabili per migliorare i processi aziendali, digitalizzare altri documenti e dare impulso all’adozione di strumenti digitali nelle transazioni fra imprese.

I dati dell’Osservatorio evidenziano inoltre  il dato numerico delle fatture elettroniche. Circa 854 milioni di fatture elettroniche sono rivolte a imprese (il 54%), alle PA va il 2%  e ai privati il 44% inviate fra l’1 gennaio e i primi di giugno da 3,2 milioni di partite IVA.

Quasi due terzi delle fatture inviate provengono dai settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio (28%), dalle utility (19%) e dai servizi (17%). Più della metà delle fatture è stato inviato da aziende con sede in Lombardia (34%) e nel Lazio (22%), solo il 12% viene dal resto dell’Italia.

L’Osservatorio aveva stimato che il beneficio derivante dal passaggio alla fatturazione elettronica oscilla tra i 7,5 e gli 11,5 euro per fattura per coloro che emettono almeno 3mila fatture all’anno, mentre è tra gli 1,8 e i 3,7 euro a fattura per le aziende che hanno volumi inferiori.

Evidentemente anche questo effetto collaterale positivo gioca un ruolo decisivo nell’utilizzo della fatturazione elettronica allargato all’intero panorama economico italiano. I benefici per l’azienda sono tangibili nel breve periodo e assicurano al tempo stesso un miglioramento nell’intera catena del valore delle organizzazioni e nell’andamento dei business più piccoli.