I data center del 2020 e dei prossimi anni secondo alcune analisi saranno quelli che vedranno un impiego sempre più massiccio di intelligenza artificiale. Ci saranno molte più  infrastrutture distribuite in località periferiche, ma la metà dei centri di elaborazione dati aziendali centrali sfrutteranno l'intelligenza artificiale e  oltre la metà dell'infrastruttura di data center seguirà soluzioni "as-a-service".  Queste alcune delle previsioni fatte da IDC su "Futurescape"   sottolineando le tendenze emergenti nel 2020 in materia di data center.

Dal back office al front office

Alla base di tutte le loro previsioni pare ci sia la realtà che la tecnologia si stia muovendo molto rapidamente dal back office al front office e molto di questo sembra riguardi i confini tra le operazioni interne di un'organizzazione e l'ecosistema esterno di clienti, partner e mercati. Questi confini starebbero semplicemente scomparendo.

I cambiamenti più significativi in ​​arrivo nel data center dei prossimi anni saranno il risultato delle trasformazioni digitali che stanno modificando in maniera irreversibile le aziende proprio perché la maggior parte dei progetti di trasformazione digitale si basano su risorse di data center. I datacenter, infatti,  sono alla base di gran parte dei cambiamenti in atto quando i modelli di business passano dal fisico al digitale e la capacità di analizzare, proteggere e  sfruttare i dati diventa il nodo critico e  vitale del business. I data center diventano il fattore critico di successo che abilita le capacità necessarie.

As a service e Artificial Intelligence  

L'impatto dell'intelligenza artificiale sul data center sarà la vera novità a partire dal 2020. IDC prevede che entro il 2023, il 50% dei data center aziendali core e il 75% dei principali siti IT edge sfrutteranno i controlli abilitati tramite intelligenza artificiale e machine learning per trasformare la manutenzione e migliorare l'uso efficiente delle risorse energetiche, cambiando significativamente il modo in cui i data center sono gestiti.

Non sorprende che l'adozione del cloud aziendale e il desiderio delle aziende di spendere meno per i loro data center ne influenzeranno lo sviluppo nei prossimi anni. IDC, infatti, prevede che entro il 2024 oltre il 75% dell'infrastruttura in aree periferiche verrà consumata o gestita tramite un modello as-a-service. Questa previsione è in sintonia con un'altra: entro il 2023, afferma IDC, oltre il 50 percento delle nuove infrastrutture distribuite si troverà in aree marginali sempre più critiche piuttosto che nei data center aziendali, rispetto a oggi in misura di almeno il 10% in meno.

Data Center e il nuovo potere della colocation

Con l'aumentare del numero di località periferiche, i provider  IT dovranno sfruttare sistemi più remoti e autonomi. In tal senso uno dei modi migliori per affrontare questo cambiamento sembra essere quello di sfruttare le strutture di colocation vicino alle località periferiche perché permettono il controllo degli accessi e l’accesso ai team di supporto del servizio della struttura qualora fosse necessario.

Una delle tendenze che influenzano il futuro del data center secondo IDC è la crescita del modello di servizio unito alla sicurezza fisica che assicura anche la business continuity. I sondaggi indicano   che questo modello affronta i punti critici chiave nella gestione delle infrastrutture. IDC ha visto un'accelerazione nell’introduzione di questi nuovi modelli   da parte dei fornitori.

Il futuro secondo IDC

In sintesi le maggiori previsioni di IDC sul tema data center sono:

  • Entro il 2023, oltre il 50% delle nuove infrastrutture distribuite si troverà in posizioni sempre più critiche rispetto ai data center aziendali, rispetto a oggi meno del 10 percento.
  • Nel 2020, il 40% degli investimenti in data center delle imprese sarà associato all'esecuzione di app composite che necessitano di interconnessione affidabile e sicura a risorse di terze parti in strutture cloud o di colocation.
  • Entro il 2023, l'80 percento dei carichi di lavoro si sposterà o verrà creato con container e microservizi, riducendo del 60 percento le esigenze dell'infrastruttura per-app e migliorando al contempo il 70 percento della resilienza dei servizi digitali.
  •  Entro il 2022, il 40 percento delle imprese trarrà vantaggio da servizi di infrastruttura iper-personalizzati per i dati in memoria e il calcolo eterogeneo per ridurre il tempo necessario per integrare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali standard.
  • Entro il 2023, il 50 percento dei data center aziendali core e il 75 percento dei principali siti IT edge sfrutteranno i controlli abilitati di machine learning e intelligenza artificiale per trasformare la manutenzione e migliorare l'uso efficiente delle risorse energetiche.
  • Nel 2022, il 30 percento delle aziende rivolte ai consumatori implementerà e gestirà in sicurezza l'infrastruttura per offrire un'esperienza digitale ottimale a clienti e dipendenti in molte località.
  • Entro il 2024, oltre il 75 percento dell'infrastruttura in aree periferiche sarà consumata o gestita tramite un modello as-a-service, così come più della metà dell'infrastruttura del data center.
  • Entro il 2021, un attento controllo da parte dei piani di regolamentazione dei governi sugli standard delle infrastrutture e sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale determinerà le scelte tecnologiche e delle strutture delle imprese, analogamente agli sviluppi nella protezione dei dati e dei problemi legati alla privacy.
  • Entro il 2022, il 60 percento delle aziende farà affidamento sui partner di colocation per fornire la maggior parte dei servizi di connettività e strutture ottimizzate per il risparmio energetico progettate per migliorare le prestazioni degli investimenti di intelligenza artificiale.

Verso l’orchestrazione di cloud ibrido e multicloud

 

L’affermazione di cloud ibrido e multicloud come modello di erogazione per gli asset tecnologici aziendali è una conseguenza della presa di coscienza che le soluzioni “one-size-fits-all” non sono più sufficienti per rispondere alle specifiche e variegate esigenze di business delle imprese.

Il prossimo traguardo da raggiungere per aumentare ulteriormente l’agilità dei sistemi informativi è l’utilizzo di modelli di orchestrazione tra hybrid e multicloud.

Un approccio che significa superare la connessione statica di servizi infrastrutturali e applicativi con una logica di maggior dinamismo e flessibilità.

Questo passaggio determinerà anche un ripensamento dell’organizzazione aziendale, con un impatto pervasivo per il business e gli stakeholder coinvolti e, probabilmente, anche con l’inserimento di nuove competenze, professionalità e modelli di governo delle competenze cloud in azienda.

infografica Housing vs Hosting