Cloud Computing, inteso come quel paradigma tecnologico attraverso il quale vengono erogate risorse IT, (sia hardware che software) rendendole disponibili on demand via Internet e in modalità molto spesso di tipo pay-per-use, è ormai divenuto pervasivo nella Digital Transformation ed è riconosciuta anche come una delle tecnologie abilitanti l’Industria 4.0.  

Alcune definizioni di base

L’argomento è molto vasto, qui diamo alcune definizioni di base ed un veloce inquadramento del mercato, per poi lasciare spazio ai numerosi vantaggi che il cloud offre al singolo come all’azienda di ogni dimensione. Per prima cosa, vediamo di orientarci nel mondo delle opzioni as-a-service: -         con IaaS (Infrastructure-as-a-service) si intende l’outsourcing evoluto di ogni risorsa ICT (server, storage, switch, firewall, router: anche un intero data center virtuale può risiedere nel cloud); -         con SaaS (Software-as-a-service) si intende il fatto che il provider mette a disposizione dei propri clienti, via internet, un’applicazione web (dai software gestionali, al CRM alla posta elettronica e molto altro ancora); -         con PaaS (Platform-as-a-service) invece, al cliente viene messa a disposizione una piattaforma web-based che supporta lo sviluppo di applicazioni, completa per esempio di librerie software e strumenti dedicati.  

Le novità

Nascono anche nuove modalità as-a-service, come ad esempio iPaaS (Integration-platform-as-a-service), il servizio Cloud Computing che offre all’IT una piattaforma per l’integrazione di dati, applicazioni, servizi e processi, oppure DaaS (Desktop-as-a-service), che permette di rilasciare in maniera automatica lo stesso tipo di configurazione su uno o più postazioni, senza necessità di installazione e configurazione manuale, come avviene per le macchine fisiche. Ma possiamo arrivare persino all’Anything-as-a-service, una visione olistica che si affida totalmente al cloud per l’erogazione dei servizi e che viene comunemente associata alla possibilità di gestire e rendere sicuri e integrati gli oggetti dell’Internet of Things.  

Cloud computing: Privato, Pubblico e Ibrido

Il Cloud Computing come è noto può essere di tre tipologie: privato, pubblico oppure, ed è la versione che più va affermandosi, ibrido. Nel caso di cloud privato, l’infrastruttura rimane dedicata esclusivamente all’organizzazione del cliente, che ne ha il pieno controllo: può risiedere nel data center dell’impresa stessa, rimanendo sotto la gestione del personale interno, oppure può essere affidato ad un fornitore esterno specializzato. Nel cloud pubblico, l’infrastruttura è invece di proprietà del service provider che eroga servizi disponibili per la clientela via internet, su risorse condivise da più utenti. Gli investimenti infrastrutturali sono interamente sostenuti dal fornitore, mentre il cliente paga a consumo solamente per i servizi effettivamente fruiti.   Il cloud ibrido è invece un ambiente di Cloud Computing che utilizza cloud privato, cloud pubblico e soluzioni di terze parti a seconda dei vantaggi ricavabili da ognuna di queste piattaforme, offrendo così una grande flessibilità oltre ad indubbi vantaggi in termini di scalabilità e sicurezza. Dal punto di vista dei costi la soluzione ibrida si attesta nel mezzo fra le massime economie di scala ottenibili con l’adozione del cloud pubblico e le economie di scala più contenute raggiungibili con il cloud privato. Riguardo la sicurezza in particolare, i cloud ibridi riducono la potenziale esposizione dei dati grazie alla loro possibilità di gestione di carichi di lavoro in modalità bimodale: utilizzo del cloud privato per tutelare i dati più critici e del cloud pubblico per la gestione di quelli meno critici. In ogni caso, elemento fondamentale del cloud ibrido è l’integrazione, cioè la possibilità di amministrare e controllare (in una parola “orchestrare”) ogni risorsa IT, applicazione o dato in modo armonico e coordinato, attraverso una lunga serie di strumenti di gestione oggi a disposizione.  

Verso il Multi cloud

Con il Multi-Cloud Computing si intende invece l’uso contemporaneo, sempre più diffuso, di due o più servizi cloud di provider diversi per minimizzare il rischio di perdite di dati o di fermi causati da guasti localizzati. Una strategia multi-cloud permette inoltre di evitare situazioni di ‘vendor lock-in’ e di utilizzare infrastrutture differenti per soddisfare le esigenze di diversi partner e clienti. La tendenza verso modelli di Cloud Computing ibrido in logica multi-cloud è evidente anche dagli ultimi dati riferiti al mercato italiano, elaborati dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano. A fine 2019, infatti, l’insieme dei servizi connessi al cloud pubblico e a quello ibrido ha raggiunto i 1,56 miliardi di Euro (+25% rispetto al 2018). I primi tre settori per rilevanza si confermano il Manifatturiero (25% del mercato), il settore Bancario (20%) e Telco e Media (15%). Seguono servizi (10%), utility (9%), PA e sanità (8%), Retail e GDO (8%) e Assicurazioni (5%). La spesa in PaaS è cresciuta del 38% arrivando a pesare per il 16% del volume di spesa complessivo, grazie alle funzionalità di abilitazione all’Intelligenza Artificiale (AI) e ai Big Data Analytics. Lo IaaS è invece cresciuto del 24% e il SaaS del 22%, settore quest’ultimo è guidato dai software di AI e dalla posta elettronica certificata (PEC) che risente dell’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica.  

Le PMI hanno bisogno di incrementare l'utilizzo del cloud computing

Nonostante la presa di coscienza generale della fondamentale importanza relativa all’adozione di soluzioni di Cloud Computing, il suo utilizzo da parte delle PMI rimane sostanzialmente stabile nel 2019 rispetto al 2018 e si attesta ancora solo attorno al 30%. Tuttavia, i dati evidenziano come i benefici percepiti siano molteplici: la migliore gestione della sicurezza dei sistemi (nel 57% dei circa 200 casi in esame), la semplicità di accesso a tecnologie innovative (49%), la riduzione degli oneri operativi in carico al personale (47%), che quindi potrà essere rifocalizzato su attività a maggior valore aggiunto, il risparmio economico (46%) e la riduzione del time-to-market delle iniziative digitali (45%). Una delle ultime tendenze in atto nel mondo del Cloud Computing, va verso l’adozione di soluzioni di Edge Computing, che consente, ad esempio nel caso di IoT, di elaborare parte dei dati già a livello locale, processando in cloud solo quanto necessario e costituendo così un vero e proprio ecosistema ibrido integrato. Segnaliamo infine l’Intelligent cloud, dove i clienti sono abilitati ad accedere, con costi accessibili e modalità semplificate, a tecnologie avanzate come strumenti di Intelligenza Artificiale e Machine Learning. infografica Housing vs Hosting