Perché i canali social sono così importanti per un brand? Perché “sui social” ci sono tutti: clienti, partner, competitor. Non esserci, oltre a farci scomparire dai radar altrui, ci preclude la possibilità di conoscere le figure chiave per il nostro business.

Identificare il canale giusto 

Certo, i canali social sono numerosi e affollati e per sfruttarli al meglio va costruita una strategia. Essere presenti su tutti sarebbe non solo impegnativo, ma anche inutile. Ogni social, infatti, ha caratteristiche ben precise, e tutto sta a scoprire qual è quello che si adatta meglio alle nostre esigenze. Come?

Per non perdersi nella giungla, c’è un’unica soluzione: l’osservazione. Il web offre l’opportunità di analizzare come si muovono i nostri competitor, dove si parla maggiormente dei prodotti affini ai nostri e cosa interessa di più ai nostri clienti.

Si tratta del social listening, letteralmente l’ascolto del web. Si può iniziare con una ricerca artigianale, identificando sui siti o sui blog dei nostri “rivali” i canali che hanno scelto.

Per svolgere un’analisi più accurata, si può fare un investimento e appoggiarsi a uno dei numerosi tool online disponibili sul mercato per esempio: sentiment analysis tool, competitor analysis, traffic analytics, keywords analytics... Questi programmi sono in grado di raccontarci dove, come, quando e quanto si parla del soggetto della nostra ricerca. Consentono di individuare chi ha un’attività simile al nostro brand, che volumi di conversazioni genera e se le reazioni di chi commenta sono positive o negative, in gergo tecnico il sentiment. Naturalmente, se la nostra comunicazione è efficace, sui social si parlerà anche di noi e si potranno utilizzare gli stessi strumenti per capire che risultati stiamo ottenendo.

I Contenuti

Una volta scelti i canali social, l’osservazione non è finita: sui social possiamo monitorare i comportamenti e i gusti dei clienti e delle altre realtà del nostro settore. Gli utenti, che una volta che ci seguono diventano follower, reagiscono, commentano, condividono. Se capiamo cosa apprezzano sarà molto più facile proporre loro un contenuto che li attiri. Le pagine di maggior successo non trattano solo dei propri prodotti o del brand, ma allargano lo sguardo, affrontando argomenti coerenti con il proprio business, ma che toccano molti aspetti. È quello che nel mondo della comunicazione si definisce content marketing. Per chiarire meglio il concetto, prendiamo il caso di una ditta che produce mobili ecosostenibili: sulla sua pagina potremmo trovare contenuti inerenti al rispetto dell’ambiente, ai benefici del biologico, alle pratiche per lavorare il legno.

Si tratta di intercettare i bisogni, grandi o piccoli, dei nostri target e proporre loro articoli, video, infografiche che li soddisfino. Oltre alla creazione di contenuti originali, è molto importante la content curation, ossia selezionare e condividere le notizie più aggiornate relative a un dato argomento.

Come organizzare i contenuti

Innanzitutto, quando si parla di contenuti, non si fa riferimento solo a quelli testuali, ma anche a immagini e video. Anzi, la componente visual di un post è quella che maggiormente attira l’attenzione e va molto curata. Il copy, la parte scritta, è tendenzialmente breve e di solito contiene una call to action, cioè invita i lettori a compiere una determinata azione: cliccare un link, leggere il resto, acquistare un prodotto. Un esempio di call to action? Eccolo: scoprite di più sui contenuti leggendo questo articolo, dedicato all’inbound marketing.

Se l’immagine contiene delle informazioni scritte, attenzione a non ripeterle nella parte testuale del post: risulterebbe ridondante e quindi noioso.

Trovare sempre dei topic interessanti è indubbiamente impegnativo, ma ci viene in aiuto la pianificazione. Bisogna stilare un piano editoriale, in cui calendarizzare mese per mese gli argomenti da trattare. È importante identificare l’orario in cui il nostro pubblico è più attento e la giusta frequenza di pubblicazione.

 

Come ottenere i risultati

Purtroppo, per essere notati nella giungla non è più sufficiente pubblicare dei buoni contenuti: bisogna creare delle inserzioni a pagamento. Grazie alle sponsorizzazioni la nostra pagina, un post specifico o un evento saranno visibili per un determinato periodo anche a chi non ci segue. Tramite dei percorsi guidati, possiamo selezionare il target a cui mostrare il contenuto che ci interessa e definire l’investimento.

Uno strumento molto utile per monitorare i risultati sono gli insight, ai quali si accede dalla propria pagina business. La funzione insight dà informazioni sulle prestazioni della pagina, i dati demografici delle persone che ci seguono e le reazioni generate dai post.

Una panoramica dei canali social principali 

I social network sono ormai tantissimi, ma tra tutti Facebook, rimane il più famoso e frequentato. È il più “adulto” per anno di fondazione e per età degli utenti. Per questo motivo, chi ha un target più giovane lo utilizza come canale secondario e si concentra soprattutto su Instagram. È grazie a Instagram che sono nati gli influencer, i nuovi ambasciatori di brand e prodotti. Soprattutto qui, per rendere efficace un post, è importante inserire nel copy gli #hashtag, delle etichette che rimandano a un macro-argomento, usate dagli utenti per cercare i contenuti. La sfida è trovare hashtag di tendenza, ma coerenti con ciò di cui trattiamo.

Infine, il social che ogni azienda o libero professionista dovrebbe avere è LinkedIn. Se inizialmente veniva utilizzato per offrire e cercare lavoro, ultimamente è diventato un social a tutti gli effetti, sul quale condividere notizie e interagire con la propria rete. Consente di dare una visione completa e aggiornata della propria struttura, dei propri prodotti e collaboratori, quindi del proprio posizionamento sul mercato.

Le professionalità dei social

Per ottenere dei risultati apprezzabili sui canali social è necessario investire tempo, energie e risorse. Avere una pagina trascurata, con informazioni non aggiornate e povera di contenuti sarebbe un autogol. È bene quindi affidarsi a un professionista, che può essere una risorsa interna adeguatamente formata o un consulente esterno. I “lavoratori dei social” sono molti e ognuno si occupa di un aspetto specifico (analisi, scrittura dei testi, immagini, marketing ecc. ecc.), ma se non si è una grande realtà che solitamente ha un social media marketing dedicato, la figura a cui appoggiarsi è il social media manager, che ha competenze in tutte le aree principali.

Bene, se siete pronti ad aprire i vostri canali social, non resta che trovare il consulente giusto che vi guidi nella giungla.

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