Secondo il Market Forecast IDC entro il 2020 l’80% delle aziende a livello mondiale avrà avviato iniziative di Data Management. Oggi il 43% sta già implementando soluzioni per la Data Monetization, ovvero per la generazione di profitti grazie alla gestione dei dati raccolti. Nel 2025 i dati generati saranno pari a 163 ZB, un volume che porrà sotto pressione l’infrastruttura IT di moltissime aziende. Insomma un fenomeno in movimento che merita una riflessione. Ecco perché è importante parlare di Big Data management cos’è.

Il volume che i Big Data portano con sé, per quanto importante sia, non può tutto, occorre far riferimento e gestire nel miglior modo proficuo possibile anche la qualità del dato, il suo ciclo di vita, e il fatto che sia disponibile nel posto giusto, nel momento giusto e con il giusto format.

Migliorando la qualità e la “consistenza” del dato non solo sarà possibile supportare i processi decisionali, ma anche fare efficienza, minimizzare i rischi, e magari aumentare i ricavi. Di fondamentale importanza sarà anche garantire la disponibilità del dato a tutti gli utenti aziendali, per un utilizzo corretto seppur attraverso diverse finalità.

Da Cambridge Analytica in poi, oltretutto, i consumatori hanno raggiunto sempre più livelli maggiori di consapevolezza sul significato e utilizzo dei dati stessi e, di conseguenza, stanno prendendo più precauzioni per consentire la condivisione dei propri dati. I dati presentano un chiaro valore aziendale, ma spetta poi anche alle stesse organizzazioni comprendere e riconoscere le potenziali implicazioni etiche.

Come possiamo dunque capire se le aziende, che utilizzano i dati in forma aggregata, lo facciano in maniera etica, separati da quelli i cui modelli di business dipendono dallo sfruttamento – o addirittura dalla vendita – dei dati?

Nell’interessante analisi “Big Data, Big Problems? Responsible Data Management in 2019” di Datanami, si propongono tre soluzioni che ogni organizzazione dovrebbe tener conto per una sana gestione della mole di dati e con la missione di diffondere le informazioni in modo corretto anche in real time o attraverso i social media.

  1. Innanzitutto la compliance. Ora che il GDPR è pienamente operativo, le aziende devono essere conformi alla normativa. A dicembre 2018, tuttavia, l’Associazione internazionale dei professionisti della privacy (IAPP) ha rilevato che meno del 50% dei rispondenti al sondaggio era in realtà conforme al GDPR.  Garantire che la propria organizzazione non solo sia conforme, ma sia in anticipo rispetto alle normative previste, è il modo più efficace per dare alla propria azienda una gestione corretta dei propri dati interni con vantaggi sicuri nel lungo termine.
  2. Poi la qualità dei dati. Sempre più consumatori sono consapevoli riguardo alla quantità di dati che produce e che qualcuno maneggia attraverso il consenso cookie di profilazione. Sempre più consumatori si fidano solo delle aziende che gestiscono in maniera eticamente corretta la mole di informazioni e dati che possiede sulle persone. La gestione etica dei dati nella propria azienda è altrettanto importante per identificare nuovi partner commerciali o clienti che mantengono lo stesso standard.
  3. Infine la raccolta dei dati. La raccolta dei dati in modo responsabile e l’utilizzo di soluzioni innovative come le tecnologie grafiche per aiutare a prendere decisioni sono fattori chiave per spiegare in maniera semplice l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale quando si usano i Big Data. Spiegare in modo comprensibile il funzionamento dell’intelligenza artificiale porta trasparenza e crea vantaggi immediati e di lungo periodo alle organizzazioni, ai clienti e agli organismi regolatori.

Come grandi aziende e attori in un settore dove il Big Data management è sempre presente, ci preme incoraggiare tutti alla promozione di una buona pratica nella raccolta e nella gestione responsabile dei dati. Potrebbe poi diventare un obbligo imposto dai vari enti regolatori. E questo sarebbe un peccato, perché si potrebbe perdere un vero vantaggio competitivo per il nostro business.