I nuovi driver del business contemporaneo sono agganciati alle 5V che connotano i Big Data: Volume, Velocità, Varietà, Valore e Veridicità.

Volume: nel marketing e in particolar modo in quello digitale, i volumi di dati da raccogliere e analizzare sono considerevoli e in forte incremento grazie all’introduzione di nuove sorgenti di informazioni nel data management. A esempio, le pratiche di analisi e geolocalizzazione sono aree che contribuiscono all’esplosione del volume di dati, resi ancora più stratificati dalle informazioni provenienti dagli oggetti connessi (Internet of Things).

Velocità: nella catena del lavoro dei sistemi produttivi 4.0 i dati aziendali devono essere raccolti ed elaborati in tempo reale, per determinati utilizzi, che vanno dalla predictive analytics al supporto alle decisioni. 

Varietà: i dati possono assumere forme molto diverse e molto eterogenee (voce, dati facciali, dati transazionali, analisi web, testi, immagini, ecc.) rispetto a quelli dei database tradizionali.

Valore: la disponibilità di una grandissima mole di dati rappresenta un valore, ma può costituire un elemento di debolezza, al riguardo bisogna focalizzare l’attenzione a quegli elementi che incidono sulla marginalità dei ricavi aziendali.

Veridicità: o meglio affidabilità dei dati, è minata dai comportamenti (sulle forme), dalla diversità dei touch point, dalla moltiplicazione dei formati dei dati e dall’attività di innumerevoli robot e falsi profili presenti su internet. 

La digital transformation muta l’intero sistema produttivo, non solo più dunque siti web e social media, ma nuovi prodotti, nuove modalità di gestione degli ordini, che sono sempre più inviate in linguaggio naturale grazie a soluzioni di machine learning e Artificial Intelligence. Ogni cella produttiva sarà sempre più robotizzata, gli esperti on site dialogheranno con le macchine per effettuare manutenzione predittiva. Sarà utilizzata la realtà aumentata per la risoluzione di problemi complessi da remoto. I dati saranno raccolti lungo tutta la catena del valore e alimenteranno i Big Data resi disponibili anche alle attività gestionali.

Nascono ovviamente nuove figure professionali, come ad esempio i data scientist, che hanno abilità e competenze specifiche nella gestione dei dati, nella data analysis, ovvero nell’estrazione di significato dai dati sensibili incamerati, e sono pertanto in grado di tradurre in valore la potenzialità dei Big Data.

Potenzialità che, unite alla tecnologia evoluta dello storage dei dati e all’esperienza di grande profilo dei professionisti TIM, portano coloro che affidano la gestione dei propri dati ai servizi di TIM Business a essere al passo con i tempi e a mettere al sicuro le loro risorse in data center affidabili.  

 

Per gestire i Big Data è fondamentale  l’uso del Cloud,  mentre per ampliarne i  benefici  c’è bisogno del Multicloud. Vuoi saperne di più? Ascolta il  Podcast!